Il ruolo delle università nell’innovazione urbana

Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, illustra come l’università sarà il punto di contatto tra ricerca scientifica, amministratori pubblici, settore immobiliare e cittadinanza nelle città del futuro.

04/01/2021

Nel percorso di graduale trasformazione delle città italiane le università dovranno svolgere un ruolo importante, sia come centro di produzione e condivisione del sapere, sia come attore della rigenerazione urbana, orientata a una maggiore innovazione e sostenibilità.
La città di Milano è un esempio di questa evoluzione, se si considera il positivo impatto che le recenti espansioni degli Atenei cittadini – Il Politecnico in Bovisa, l’Università Bicocca, la Statale e lo IULM - hanno avuto sul tessuto del capoluogo lombardo.

Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano

Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano

Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, esprime così il suo punto di vista sul ruolo delle università come organismi promotori di azione e innovazione: “Il rapporto tra città e università, negli ultimi anni, è cambiato profondamente. Pensiamo al nostro Istituto: mi piace spesso ricordare che quando ci siamo insediati in Piazza Leonardo da Vinci, ai primi del Novecento, eravamo in piena periferia. E lì l’università doveva stare, in un isolamento positivo, perché sinonimo di tranquillità e di un luogo adatto agli studi. Oggi accade esattamente il contrario. L’università è integrata nel contesto urbano ed è uno dei principali attori del cambiamento. Le università milanesi hanno contribuito a ridisegnare intere aree, hanno recuperato spazi e ridato vita a interi quartieri”.

Politecnico di Milano, Bovisa - @polimi Instagram account

Politecnico di Milano, Bovisa - @polimi Instagram account

Un esempio particolarmente significativo è il quartiere Bovisa a Milano: “Negli anni Novanta vi abbiamo spostato alcuni dei nostri dipartimenti e laboratori, portando una ventata nuova in quello che era un sobborgo operaio e dove oggi si parla la lingua dell’innovazione grazie a più di 20.000 studenti e a 200 start-up che gravitano intorno all’Ateneo. E proprio alla Bovisa abbiamo progetti ambiziosi per il rifacimento degli storici gasometri, che diventeranno dei punti di richiamo per la città e, speriamo, per il contesto internazionale”.

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In questa prospettiva, i nuovi progetti guidati dal Politecnico, come Off Campus, nascono proprio per rafforzare la presenza delle università all’interno della città: ‘OFF CAMPUS | Il Cantiere per le Periferie’, questa la dicitura per esteso, nasce nel 2018 con l’intenzione di aprire spazi fisici in alcuni punti della città di Milano. Il primo progetto è stato avviato lo scorso anno a San Siro con il West Road Project, che ha portato all’attivazione di reti e spazi pubblici lungo via Novara, e anche il progetto didattico Envisioning San Siro. A questo ha fatto seguito, pochi mesi fa, l’apertura a Nolo. Qui, all’interno del Mercato Comunale di Viale Monza, abbiamo aperto uno spazio dove sviluppare nuove attività per rendere la zona più accogliente, per dare voce alla musica, agli artisti, ai giovani che popolano questo quartiere vivace e multietnico. La nostra idea è quella di aprire altri due Off Campus in città”.

Università che diventa quindi motore dell’innovazione urbana e dell’inclusione sociale, ma che non abbandona la propria natura di centro di ricerca e analisi del contesto. Gli Off Campus diventano spazi in cui è possibile intercettare e anticipare cambiamenti in corso nelle città, da cui partire per rispondere in modo proattivo alle trasformazioni in corso: “Dobbiamo imparare ad anticipare anziché rincorrere, dobbiamo capire le esigenze dello studente di domani, dell’anziano di domani. È il momento di dire basta alla logica a sportello per cui se uno viene a chiedermi qualcosa io rispondo.” È il momento di consolidare un dialogo che “si deve tradurre in progetti di digitalizzazione dei servizi al cittadino, di incentivazione del trasporto pubblico, di affermazione di un modello di lavoro sempre più agile” continua il Rettore.

È in questo approccio lungimirante che si inserisce anche la recente intesa tra il Politecnico di Milano e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Che le infrastrutture rappresentino un punto debole del Paese è sfortunatamente sotto gli occhi di tutti e la cronaca non smette di ricordarcelo ogni giorno. L’impegno che abbiamo preso con il Ministero fa dell’ammodernamento delle nostre città la strategia per dare risposte ai cittadini in termini di servizi, sicurezza e vivibilità. L’accordo si snoda su quattro assi: la rigenerazione urbana, di cui è responsabile Stefano Boeri; il monitoraggio delle infrastrutture viarie (ponti, viadotti e gallerie); la sperimentazione in ambito smart road, mobilità elettrica e veicoli autonomi e connessi; lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e della logistica, per garantire una più agevole porta d’accesso all’Europa. Una bella sfida che terrà presente anche i temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale” commenta il Rettore.

Gallaratese, residenze Politecnico a San Leonardo – foto Urbanfile

Gallaratese, residenze Politecnico a San Leonardo – foto Urbanfile

Dialogare con la città significa essere in grado di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini. Per un Istituto di alta formazione come il Politecnico di Milano, la capacità di accogliere gli studenti che giungono in città “è una priorità, soprattutto in contesti di forte attrattività e mobilità come Milano. Il Politecnico conta oggi sette residenze e stiamo lavorando all’apertura di due nuovi spazi in Via Baldinucci e in Piazzale Ferrara. Al momento, siamo in grado di dare alloggio a 1.700 studenti su un totale di 15 mila fuori sede. Una situazione che evidenzia un’enorme opportunità di mercato. Detto questo, giusto per dare un’idea del fenomeno a livello nazionale, pensate che gli studenti universitari in Italia sono 1,7 milioni, di cui un terzo fuori sede (570 mila). Di fatto, riesce ad entrare in uno studentato solo il 3% della popolazione universitaria totale, contro la media europea del 18%”.

Come restare dunque “al passo” con le università straniere? “Per attrarre i talenti serve qualità”, conclude Resta, “e credo che questa sia la ragione per la quale al Politecnico le immatricolazioni sono rimaste stabili, segnando anche un aumento nel numero di studenti internazionali. Questi talenti chiedono di essere accolti in una comunità che ne valorizzi il merito. Due caratteristiche che Milano incarna perfettamente, storicamente direi. Chi sceglie il Politecnico sceglie Milano: una città aperta e solidale, creativa ed efficiente, cosmopolita e innovativa. Milano è una componente fondamentale, è una scelta di vita”.

L’università è integrata nel contesto urbano ed è uno dei principali attori del cambiamento. Le università milanesi hanno contribuito a ridisegnare intere aree, hanno recuperato spazi e ridato vita a interi quartieri

L’università diventa motore dell’innovazione urbana e dell’inclusione sociale, ma non abbandona la propria natura di centro di ricerca e analisi del contesto. Off Campus, il cantiere per le periferie, nasce con l’intenzione di aprire spazi fisici in alcuni punti della città di Milano, in cui intercettare e anticipare cambiamenti in corso nelle città, da cui partire per rispondere in modo proattivo alle trasformazioni in corso

L’ammodernamento delle nostre città si snoda su quattro assi: la rigenerazione urbana; il monitoraggio delle infrastrutture viarie; la sperimentazione in ambito smart road, mobilità elettrica e veicoli autonomi e connessi; lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e della logistica, per garantire una più agevole porta d’accesso all’Europa

I talenti chiedono di essere accolti in una comunità che ne valorizzi il merito, due caratteristiche che Milano incarna perfettamente: una città aperta e solidale, creativa ed efficiente, cosmopolita e innovativa. Milano è una componente fondamentale, è una scelta di vita