Nuove soluzioni per l’abitare smart

Non solo gestione intelligente degli edifici e dei distretti, ma anche sostenibilità e attenzione ai bisogni delle persone. Con CDP Venture Capital SGR vi raccontiamo perché il Proptech sta conquistando il Real Estate.

30/06/2023

Il Real Estate è un settore che, rispetto ad altri, ha impiegato alcuni anni a riconoscere le implicazioni che la rivoluzione digitale in corso poteva avere sulle proprie attività, sia dal punto di vista dei processi costruttivi, sia da quello dei servizi di cui dotare i nuovi spazi.
Oggi non solo l’immobiliare ne è diventato pienamente consapevole, ma rappresenta uno dei principali volani di innovazione. Questa tendenza prende il nome di Proptech e sta avendo un notevole impatto da diversi punti di vista, sia sui nuovi edifici, sia sui distretti in cui questi sorgono.

Le startup stanno giocando un ruolo cruciale in questa trasformazione, grazie alla loro capacità di mettere a contatto ambiti tecnologici differenti e all’agilità nello sviluppo dei progetti.
Proprio in questo contesto nasce HabiSmart, l’acceleratore per le startup che sviluppano servizi dedicati al settore Proptech di CDP Venture Capital SGR, promosso da COIMA, Ariston Group, Nova Capital e Digital Magics, incubatore certificato di startup che ne gestisce il programma. L’iniziativa è parte della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital, un network che conta oggi 18 acceleratori verticali su tutto il territorio focalizzati nei mercati a maggiore potenziale di crescita.

Stefano Molino, Senior Partner - CDP Venture Capital SGR

Stefano Molino, Senior Partner - CDP Venture Capital SGR



Il concetto di Proptech è per noi un ambito di innovazione particolarmente interessante: dopo anni di crisi del mercato - anche per effetto della pandemia - oggi il real estate è un settore molto dinamico e in grande innovazione, capace di attrarre grandi investimenti anche in merito alla tecnologia”, ci racconta Stefano Molino, Senior Partner di CDP Venture Capital SGR. “Una delle cose importanti da sottolineare è il fatto che è pensato per identificare startup meritevoli di attenzione da parte dei nostri partner di progetto. In questo modo la tecnologia sviluppata dalla startup ci permette di rispondere alle esigenze reali di grandi aziende, che possono provare immediatamente le soluzioni e i servizi proposti in situazioni reali”.

COIMA mette a disposizione la piattaforma tecnologica di gestione di distretto implementata nel quartiere di Porta Nuova a Milano e ospita gli uffici di HabiSmart “Quando abbiamo presentato il progetto Porta Nuova agli altri investitori è emerso subito il vantaggio offerto dalla possibilità di avere una piattaforma digitale già disponibile nel quartiere”, afferma Francesco Portincasa, Digital Officer di COIMA, che ha seguito il progetto HabiSmart, inaugurato a novembre 2022. “Grazie ad Habismart, le startup possono sfruttare la nostra architettura aperta e modulare per testare le loro soluzioni e tentare di scalare le tecnologie che hanno realizzato anche solo in fase di prototipo in un contesto allargato, sfruttando una tecnologia reale e già esistente”.

Uno degli obiettivi del progetto è d’altronde quello di verificare l’efficacia delle tecnologie selezionate in contesti reali, e Porta Nuova risponde perfettamente a questa necessità” aggiunge Stefano Molino.

La piattaforma tecnologica già disponibile a Porta Nuova “è uno dei tre vantaggi che offriamo alle startup che partecipano al progetto”, continua Portincasa, “insieme all’attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale e alla visibilità offerta in termini di brand awareness da un contesto come quello di Porta Nuova”.

Francesco Portincasa, Digital Officer – COIMA

Francesco Portincasa, Digital Officer – COIMA

Le startup saranno ospitate nell’headquarter di COIMA, la cui certificazione LEED & WELL garantisce il rispetto sia di linee guida misurabili e sostenibili nella scelta dei materiali e nelle tecniche costruttive, sia del benessere degli utenti dell’edificio e dei residenti del quartiere: “Abbiamo deciso di puntare in particolar modo sulla sostenibilità ambientale e per quanto riguarda i materiali abbiamo fatto delle scelte oculate: la moquette utilizzata per tutta la pavimentazione, ad esempio, proviene da un processo di riciclo delle reti da pesca e delle bottiglie di plastica nel mare. Inoltre, per contribuire al benessere e alla salute delle persone, abbiamo installato delle lampade che durante il giorno si comportano come delle fonti di illuminazione tradizionali, ma di notte cambiano colore, diventando viola e rilasciando una luce ultravioletta che nel corso della notte sanifica l'aria”, dichiara Francesco Portincasa. “Di conseguenza ogni mattina i nostri startupper trovano uno spazio completamente sanificato, un ambiente confortevole e a basso impatto ambientale”.

Tutte le aziende selezionate hanno presentato progetti estremamente promettenti, alcuni dei quali esplicitamente dedicati all’utilizzo delle tecnologie digitali per l’efficientamento energetico e la sostenibilità degli edifici”, approfondisce Molino, “che si legano ai criteri di scalabilità e di crescita che possono offrire un ritorno finanziario e che hanno concorso alla scelta finale. Tra le dimensioni che abbiamo considerato vi è la crescita del mercato, la forza del team e la possibilità di immediata applicazione a progetti immobiliari e più in generale al mondo del Real Estate”.

A questo proposito, dal momento che la gestione di un quartiere implica anche doversi prendere cura delle persone, oltre a startup strettamente legate al settore del Real Estate, sono state selezionate anche realtà che si occupano di economia circolare o che offrono servizi alle persone.

“Fungiamo da aggregatore, facendo incontrare la domanda del mercato con l’offerta delle startup, mettendo a fattor comune le richieste di più persone che vivono in uno stesso Distretto”, commenta Portincasa. “Faccio un esempio: grazie alla tecnologia, un concierge che deve uscire per fare una commissione può mettere insieme le richieste provenienti da più persone che abitano nella stessa area, individuando facilmente il tragitto più veloce da compiere per gestirle, ottimizzando i tempi e riducendo anche l’impatto ambientale”.

Ma per una completa ed efficiente gestione del quartiere e degli edifici non si può prescindere dalle tecnologie più promettenti nell’ambito dell’edilizia sostenibile, che prevedono l’impiego dei Big Data e dell’intelligenza artificiale, la cui combinazione permette di abilitare ciò che in gergo prende il nome di Digital Twin, cioè la replica digitale di un asset fisico, nel nostro caso di un quartiere. “Il Digital Twin è uno strumento di previsione dei risultati che si possono ottenere in seguito a determinate azioni che decidiamo di intraprendere, ma soprattutto di monitoraggio, in quanto permette di avere sotto controllo tutti i KPI dell’area di interesse, dall’efficienza energetica alla necessità di migliorare gli spazi per il bene della comunità, passando per la misurazione della temperatura e del livello di concentrazione dell’anidride carbonica”, aggiunge Portincasa. “Queste informazioni, unite alle analitiche collegate ai sensori installati in una determinata zona, ci permettono di scoprire come gli utenti utilizzano gli spazi e di capire se quell’area sta rispondendo ai bisogni delle persone”.

“Abbiamo cercato delle realtà che potessero rispondere in modo diretto o indiretto a queste esigenze. In particolar modo, abbiamo individuato le startup che lavorano su temi legati al building management, selezionando quelle in grado di applicarlo anche su scala più ampia e quindi alla gestione di un distretto. Infatti, solo massimizzando e rendendo più efficiente il management di un singolo building e adottando questo stesso paradigma per l’intero quartiere, riusciamo a ottenere un valore aggiunto”, continua Francesco Portincasa. “In questo senso, una parte importante è data anche dalla conversione degli spazi pubblici in aree in grado di offrire servizi alla comunità”.

E il futuro? “Ci aspettiamo che l’ottima risposta che il primo bando ha ricevuto sarà confermata anche nel prossimo, che apriremo nei prossimi mesi. Nel frattempo, sono in corso colloqui con aziende e organizzazioni per ampliare il novero dei corporate partner, che per noi è un elemento centrale, dopo il quale lanceremo una nuova call for application a livello globale, per imprese e startup interessate a sviluppare il proprio business in Italia”, conclude Stefano Molino. “Il focus del bando sarà certamente simile a quello del primo, ma sarà delineato in base alle esigenze dei corporate partner, in modo da attirare proposte per loro immediatamente interessanti e da offrire ai partecipanti un importante canale commerciale per la loro crescita futura”.

Il concetto di Proptech è un ambito di innovazione particolarmente interessante: dopo anni di crisi del mercato - anche per effetto della pandemia - oggi il real estate è un settore molto dinamico e in grande innovazione, capace di attrarre grandi investimenti anche in merito alla tecnologia

Per una completa ed efficiente gestione del quartiere e degli edifici non si può prescindere dalle tecnologie più promettenti nell’ambito dell’edilizia sostenibile, che prevedono l’impiego dei Big Data e dell’intelligenza artificiale, la cui combinazione permette di abilitare ciò che in gergo prende il nome di Digital Twin, cioè la replica digitale di un asset fisico, nel nostro caso di un quartiere

Solo massimizzando e rendendo più efficiente il management di un singolo building e adottando questo stesso paradigma per l’intero quartiere, riusciamo a ottenere un valore aggiunto. In questo senso, una parte importante è data anche dalla conversione degli spazi pubblici in aree in grado di offrire servizi alla comunità