La rivoluzione verde di Pirelli 39

La rigenerazione del Pirellino, assegnata a Diller Scofidio + Renfro e Stefano Boeri Architetti, rilancia la visione di una Milano che scommette sul futuro affrontando le grandi sfide della crisi climatica.

18/02/2021

Il quartiere di Porta Nuova a Milano si è sempre distinto per l’innovativa interpretazione del rapporto tra spazi costruiti, zone pedonali e aree verdi. Il tessuto connettivo dei vari elementi è rappresentato da BAM – Biblioteca degli Alberi, il parco che attraverso i suoi camminamenti e le iniziative che vi hanno sede riesce a mettere in relazione le diverse componenti e aree del quartiere, secondo una logica di riconnessione di spazi che sta guidando anche le scelte progettuali per l’espansione di Porta Nuova a nord, dove ancora esistono aree da rinnovare restituendo alla città luoghi da vivere.

Gli stessi obiettivi di riconnessione in un’ottica di innovazione urbana sostenibile trovano oggi nuova realizzazione nel progetto di rigenerazione dello storico palazzo di via Pirelli 39, recentemente assegnato a Diller Scofidio + Renfro (DS+R) e Stefano Boeri Architetti. Un nuovo esempio della volontà di COIMA di generare contaminazioni virtuose attraverso l’incontro tra studi di architettura con radici differenti – come già avvenuto per Pirelli 35 con la collaborazione tra lo studio norvegese Snøhetta e l’italiano Park Associati – alimentando una stagione architettonica fondata su un nuovo paradigma culturale.

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Torre Botanica

Pirelli 39 sarà composto dal riqualificato ex edificio Pirellino,
la residenziale Torre Botanica, il ponte serra

Il Pirellino, come è conosciuta la torre costruita nel 1966, è situato in una posizione strategica, a cavallo di via Melchiorre Gioia e lungo l’asse che collega la Stazione Centrale a est con lo scalo Farini a ovest. Un’ubicazione dal grande impatto simbolico per quello che si presta a diventare il primo progetto di riqualificazione urbana dell’agenda post Covid, allineato alle linee guida di Next Generation EU.

Il Recovery and Resiliency Plan individua tre nodi strategici di sviluppo: transizione ecologica tramite decarbonizzazione degli asset immobiliari e promozione della mobilità sostenibile; inclusione sociale e territoriale tramite spostamento delle priorità del settore verso la tutela ambientale, uguaglianza sociale e potenziamento di infrastrutture sanitarie e di sicurezza; digitalizzazione e modernizzazione su scala urbana.

Pirelli 39, anche attraverso l’attivazione di più di 5.000 posti di lavoro per le fasi progettuali, costruttive e di gestione, assume un’importanza ancora più rilevante alla luce della difficile fase storica che stiamo vivendo, nella quale la rigenerazione del territorio può e deve rappresentare una “chiave strategica di rilancio del Paese da un punto di vista culturale, ambientale, sociale ed economico”, come sottolineato da Manfredi Catella.

Rigenerazione urbana significa in primo luogo intervenire sulle città limitando al minimo l’impronta ambientale dell’intervento urbanistico, e privilegiando la riqualifica all’abbattimento degli immobili esistenti. In coerenza con questo assunto, il nuovo progetto riqualificherà completamente l’edificio mantenendo più del 70% delle strutture già costruite.

Ma il progetto di DS+R e Stefano Boeri Architetti è ancora più ambizioso.

Oggi Pirelli 39 viene percepito come una frattura, un muro di separazione tra aree del quartiere che, paradossalmente, sono collegate in modo più efficace attraverso la metropolitana che dai percorsi pedonali.

La proposta dei due studi vincitori fa della riconnessione una cifra stilistica identificante: il ponte di attraversamento di Melchiorre Gioia potrà diventare uno spazio aperto pensato per accogliere quotidianamente i cittadini, impreziosito da una vera e propria serra della biodiversità capace di dialogare con la Biblioteca degli Alberi, costituendo una versione milanese della High Line di New York. Una green house all’insegna della biodiversità dove vivere un’esperienza immersiva ed educativa, che fungerà anche da spazio aperto per eventi, mostre ed esposizioni, con aree dedicate a incontri e wellness, utilizzabile come laboratorio sull’impatto climatico e ambientale.

Torre Botanica

Dettaglio sul futuro ponte serra

L’identità “verde” del progetto sarà rafforzata dall’inserimento di una nuova torre residenziale, immaginata dall’architetto Boeri come declinazione del concetto che ha guidato la costruzione del Bosco Verticale: “una torre dove la botanica si intreccia con l’architettura e diventa, insieme al nuovo Ponte/Serra, uno spazio verde aperto a tutta la città”. Il nuovo sviluppo verticale prevede 700 mq di vegetazione distribuita sui piani in modo che le fioriture cambino i colori dell’edificio al variare delle stagioni, assorbendo 14 tonnellate di CO2 e restituendone 9 di ossigeno l’anno, al pari di un bosco di 10mila metri quadrati.

Il progetto “combina il riuso di edifici storici con una nuova responsabilità dal punto di vista ambientale” ed è destinato a rappresentare, per Elizabeth Diller, partner di DS+R, uno dei punti di riferimento per futuri interventi urbani a Milano e in tutto il mondo.

Risparmio di risorse e tecniche costruttive a basso impatto completano questa dimensione: l’ex torre uffici del Pirellino sarà dotata di 2.770 mq di pannelli fotovoltaici che le permetteranno di autoprodurre il 65% del proprio fabbisogno energetico e prevedrà parti strutturali in legno che consentiranno di risparmiare fino a 3.600 tonnellate di biossido di carbonio nelle fasi di costruzione.

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Impatto ambientale ridotto, continuità con la trasformazione urbana dell’area, attivazione della comunità, relazione fra natura e città sono gli elementi che hanno permesso a Pirelli 39 di diventare il primo progetto italiano interamente misurabile secondo criteri ESG, grazie a una metodologia di investimento a impatto. Tra questi criteri le certificazioni LEED Platinum, WELL Gold e WiredScore e il raggiungimento di un livello di emissioni di CO2 già allineato con gli obiettivi dell’Unione Europea del 2050.

Torre Botanica

Vista posteriore, da via Melchiorre Gioia verso Porta Nuova

Milano ha il coraggio e la capacità di evolvere mantenendo sempre la propria identità, mettendosi in gioco per offrire nuova vita e nuova funzione ai propri palazzi storici e iconici, che hanno fatto da sfondo alla vita dei suoi cittadini per più di cinquant’anni. Lo fa attraverso un progetto che, come ricordato da Stefano Boeri, risponde a un’epoca segnata da nuove incertezze e difficoltà con la “visione di una città che scommette sul futuro e affronta con coraggio le grandi sfide della crisi climatica”, muovendo un passo avanti verso le città del futuro, a misura d’uomo.

Il Recovery and Resiliency Plan individua tre nodi strategici di sviluppo: transizione ecologica tramite decarbonizzazione e della mobilità sostenibile; inclusione sociale e territoriale con potenziamento di infrastrutture sanitarie e di sicurezza; digitalizzazione su scala urbana

Rigenerazione urbana significa in primo luogo intervenire sulle città limitando al minimo l’impronta ambientale dell’intervento urbanistico, e privilegiando la riqualifica all’abbattimento degli immobili esistenti. Il nuovo progetto riqualificherà completamente l’edificio mantenendo più del 70% delle strutture già costruite

Impatto ambientale ridotto, continuità con la trasformazione urbana dell’area, attivazione della comunità, relazione fra natura e città sono gli elementi che hanno permesso a Pirelli 39 di diventare il primo progetto italiano interamente misurabile secondo criteri ESG, grazie a una metodologia di investimento a impatto