Porta Nuova inaspettata

Il progetto di riqualificazione più innovativo di Milano vive tra spazi non costruiti e socialità recuperate.

18/03/2020

Portanuova lifestyle story card image

Nel cuore di Milano c’è un quartiere che sta cambiando le regole dell’architettura, riportando al centro dello sguardo le persone e un modo più leggero e umano di sperimentare gli spazi. È questa la rivoluzione del progetto Porta Nuova, un importante intervento di riqualificazione urbana e architettonica che, oltre a far rinascere una storica zona di Milano, rappresenta uno stacco dal passato, una discontinuità di valori e visione.

Sede di numerose aziende nazionali e internazionali che hanno scelto di stabilire qui i loro headquarters, Porta Nuova si sta offrendo come luogo dell’innovazione, della cultura e dello scambio. Ma questa è solo una parte dell’identità del quartiere, spazio immaginato e costruito per dare valore a chi ogni giorno lo vive non solo per lavoro, ribaltando quella tendenza dell’architettura che a volte mette gli edifici in una posizione privilegiata rispetto alle persone e alle loro necessità più profonde.

A Porta Nuova il valore e la magia dell’innovazione, invece, arrivano anche dal non costruito. A essere valorizzati sono gli spazi liberi, aperti, che, a prima vista paradossalmente, diventano luoghi da vivere tanto quanto palazzi, ville e uffici, allargando i confini e moltiplicando le possibilità di fruire gli spazi. Come ha dichiarato Manfredi Catella, Fondatore & Amministratore Delegato di COIMA,

La straordinarietà delle città è fatta dalla qualità del non costruito. Una città non è bella solo per i palazzi ma per le piazze, le strade, per lo spazio pubblico che ti fa stare bene.

E così, in una Milano che appariva già strutturata nei suoi quartieri e nelle sue identità, lo spazio di Porta Nuova è stato riportato alla luce con l’obiettivo di ricongiungerlo al resto della città, semplificando le linee e mantenendo il focus sulla necessità di riportare le persone a vivere gli ambienti esterni.

Portanuova lifestyle cambiamento culturale

È un vero e proprio cambiamento culturale: questo spazio è pensato per essere attraversato e vissuto anche al ritmo lento del cammino. Un sistema pedonale continuo, infatti, si intreccia ad aree verdi, piazze e passerelle, mentre le automobili diventano “invisibili”, incanalate in un tunnel che non intralcia la mobilità più sostenibile e “umana”. Anche i palazzi cambiano aspetto e non somigliano alle montagne grigie che in alcuni luoghi si innalzano dalle strade, togliendo luce e chiudendo gli orizzonti. Camminando per Porta Nuova, gli occhi incontrano edifici in cui l’imponenza del cemento è sostituita con la naturalezza del legno e la luminosità del vetro, che riflette l’azzurro del cielo e che regala aria, spazio, leggerezza.

Uno dei simboli di questo nuovo sguardo sull’architettura e sull’intreccio tra spazi e persone è piazza Gae Aulenti. È stata definita una delle piazze più belle al mondo, anche in termini di innovazione e sostenibilità ambientale, ha ricevuto l’importante riconoscimento del Premio Landscape, ma ciò che la rende davvero unica è la sua capacità di aggregazione sociale. Per capirlo basta fermarsi e guardarsi intorno. Una lunga panchina-scultura su cui sostare, il rumore leggero e rilassante dell’acqua che attutisce quello delle auto in lontananza, la scultura di Alberto Garutti che, con i suoi tubi in metallo cromato in ottone, immerge i passanti in un paesaggio di bellezza e armonia che non può lasciare indifferenti.

Nel cuore di Milano c’è un quartiere che sta cambiando le regole dell’architettura

In Porta Nuova il valore e la magia dell’innovazione arrivano anche dal non costruito

Un luogo che sta riportando alla luce una socialità autentica che nelle grandi città rischia di perdersi